28 Nov Autotrasporto: il cambio di marcia della UE verso l’ETS2
Il settore dell’autotrasporto in Europa si trova oggi davanti a una novità normativa che non può essere ignorata. La EU Emissions Trading System (EU ETS), il sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea, fino ad ora ha riguardato in prevalenza settori quali produzione di energia, industria pesante e – più recentemente – trasporto marittimo e aereo.
Ora, con il pacchetto Fit for 55 (Pronti per il 55%), la UE ha deciso di estendere la copertura anche a edifici, trasporto su strada e altri settori finora esclusi: nasce così l’ETS2, che entrerà progressivamente in vigore a partire dal 2027.
Cosa cambia per il trasporto su strada
- Con l’ETS2, le emissioni derivanti dall’uso di combustibili nel trasporto su strada (e negli edifici) saranno incluse in un sistema di “cap and trade”: le quote saranno messe all’asta, e chi immette carburante o utilizza il carburante (a seconda dell’impostazione nazionale) dovrà acquistare quote per coprire le emissioni legate al consumo di quel carburante.
- Il tetto complessivo di emissioni verrà ridotto anno dopo anno, per contribuire all’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni.
- Anche se per molte imprese di autotrasporto l’obbligo diretto non scatterà subito (dipenderà da come ogni Stato membro recepirà la direttiva e da come verrà definito il soggetto obbligato – ad esempio il fornitore di carburante o l’impresa che consuma il carburante) è importante considerare che il costo del “carbonio” sarà presto parte integrante del modello economico.
- In generale, l’Italia (come altri Paesi UE) dovrà recepire le disposizioni e prepararsi per l’integrazione del trasporto su strada nel sistema ETS2.
Perché è importante per le imprese di autotrasporto
- Il trasporto su strada in Europa è un settore significativo: nel 2024, il trasporto merci su strada nell’UE ha superato 13 miliardi di tonnellate trasportate e circa 1 867 miliardi di tonnellate-chilometro.
- Un sistema di prezzo del carbonio applicato al carburante significa che il costo del trasporto non sarà più solo legato al prezzo del carburante, del veicolo, del pedaggio o del lavoro: ci sarà un costo aggiuntivo legato alle emissioni.
- E’ utile considerare che queste misure influenzeranno le tariffe, la competitività, i contratti e – in definitiva – la pianificazione degli investimenti (veicoli nuovi, carburanti alternativi, efficienza).
Tre consigli operativi per le imprese di autotrasporto
1. Calcolo e consapevolezza dei costi “carbonio”
- Anche prima dell’entrata in vigore, stimare il potenziale impatto: quanti litri di carburante vengono consumati, quali sono le emissioni associate, e quindi quale potrebbe essere la quota da acquistare o il costo extra da prevedere.
- Integrare nei contratti di fornitura o di trasporto la voce “emissioni/quote ETS” come elemento anticipato (anche in forma di clausola) per evitare di farsi trovare sprovvisti.
- Valutare insieme al cliente o all’azienda il passaggio a carburanti alternativi (ad esempio biocarburanti, gas naturale, elettrificazione) che possano ridurre l’ammontare del costo carbonio futuro. Una mano può dartela la Card DKV
2. Efficienza e tecnologia: doppia leva
- Pianificare la sostituzione o l’upgrade del parco veicoli con mezzi più efficienti nei consumi e con minori emissioni (questo non solo per combustibile, ma anche per assicurarsi di essere “resilienti” rispetto al prezzo del carbonio).
- Investire in telematica e sistemi di monitoraggio: conoscere i consumi reali, le percorrenze, le soste inutili, il sovraccarico, è oggi un vantaggio competitivo. Puoi utilizzare il nostro sistema satellitare ed in nostro software gestionale.
- Collaborare con fornitori di carburante che possono offrire alternative “più pulite” o contratti che prevedano sconti/allineamenti se si riducono consumi/emissioni. Una mano può dartela la Card DKV
3. Strategia contrattuale e formazione del team
- Aggiornare i contratti con i clienti includendo clausole che tengano conto dell’impatto carbonio: ad esempio, indicare che eventuali aumenti dei costi dovuti al sistema ETS2 saranno oggetto di revisione.
- Formare i responsabili della flotta, i conducenti e il team amministrativo sull’impatto del carbonio e sulle buone pratiche: riduzione dei tempi morti, guida efficiente, pianificazione percorsi, carico/scarico ottimizzati. Puoi attingere dal Bando Formazione MIT
- Tenere d’occhio gli incentivi e i fondi europei o nazionali: i ricavi del sistema ETS2 (o delle misure correlate) dovrebbero in parte essere destinati a misure di sostegno sociale e a imprese vulnerabili, quindi ci potrebbe essere accesso a contributi per la transizione. Per esempio il decreto Investimenti
Le novita’ per il sistema intermodale marittimo
|
A partire dal 1° gennaio 2026, il Sistema di Scambio delle Emissioni dell’UE (EU ETS) sarà esteso alla copertura del 100% delle emissioni di CO₂ equivalente generate dal trasporto marittimo. Questa misura rientra nel piano dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e promuovere un futuro più sostenibile. Cosa significa questo cambiamento? Le compagnie di navigazione dovranno acquistare quote di emissione per tutte le emissioni verificate di gas serra relative ai viaggi all’interno dello Spazio Economico Europeo (SEE), nonché per il 50% delle emissioni dei viaggi tra porti SEE e porti extra-SEE. Dal 2026, il metodo di calcolo ETS includerà, oltre alla CO₂, anche le emissioni di metano (CH₄) e di protossido di azoto (N₂O). |
Di conseguenza, i costi legati al sistema ETS aumenteranno. In base alle stime attuali (livello del prezzo EUA, tassi di riempimento e consumi di carburante), i costi ETS saranno proporzionalmente incrementati, tenendo conto delle emissioni aggiuntive.
No Comments